Bologna in 2 giorni: Un Weekend Tra Cultura, Gusto e Tradizione

Bologna, portici e Piazza Maggiore

Cantare in Emilia Romagna ha sempre qualcosa di speciale. La gente sorride, l'accento ti mette subito a tuo agio, e il cibo... il cibo è troppo e troppo buono. Una di quelle regioni in cui stare bene è la norma, non l'eccezione.

Una delle ultime volte che sono stata a Bologna ero lì per un incontro di lavoro: il direttore di una grande azienda del modenese, un nome noto nel mondo delle ceramiche (quella zona è un'eccellenza riconosciuta a livello internazionale), voleva parlare dell'evento aziendale annuale di tre giorni. Brainstorming, idee, format. Abbiamo scelto Bologna come punto d'incontro naturale.

Per puro caso, quel viaggio era a cavallo con il 4 marzo. Il compleanno di Lucio Dalla. E la sera mi sono ritrovata tra le vie di Bologna e in Piazza Maggiore a cantare con migliaia di persone le sue splendide canzoni. È stato magico. Se volete vivere anche voi questa esperienza, segnatevi la data: ogni anno il 4 marzo Bologna si trasforma in un grande concerto spontaneo all'aperto. Non c'è niente di organizzato nel senso classico: la città semplicemente si ritrova, e canta.

Tre curiosità su Bologna che forse non sai

La prima: Bologna ospita la prima università del mondo, fondata nel 1088. “La Dotta” non è un soprannome scelto a caso.

La seconda: i portici di Bologna sono patrimonio UNESCO dal 2021. Il Portico di San Luca è il porticato coperto più lungo al mondo: 3,8 chilometri, 666 archi, costruito per proteggere i pellegrini che salivano al santuario della Madonna di San Luca. Si può camminare al riparo dalla pioggia per quasi 4 km di fila.

La terza: Bologna una volta era chiamata la Piccola Venezia. Sotto le strade scorrono ancora oggi i canali medievali, quasi tutti coperti nel Novecento. La Finestrella di Via Piella è una piccola finestra su uno di questi canali nascosti, uno dei pochi pezzi visibili rimasti. Vale la deviazione.

Itinerario in due giorni

Giorno 1. Inizia da Piazza Maggiore: il Palazzo d'Accursio, la basilica di San Petronio (iniziata nel 1390 e ancora tecnicamente incompiuta), la Sala Borsa. Poi la Finestrella di Via Piella. Il Ghetto Ebraico, con i suoi vicoli stretti e le botteghe storiche. Pranzo da Zero Cinquantino in Via Pescherie Vecchie: tigelle e mortazza, nell'atmosfera del mercato storico. La sera, Cantina Bentivoglio, jazz club storico con cucina bolognese e musica dal vivo.

Giorno 2. MAMbo, il museo d'arte moderna. Le Sette Chiese di Santo Stefano, un complesso di edifici religiosi sovrapposti nei secoli, con un cortile medievale che sembra fuori dal tempo. Pranzo all'Osteria del Sole: porti il cibo da fuori, loro servono il vino, e ti siedi a tavola con i bolognesi veri. Uno dei posti più autentici della città. Nel pomeriggio, Casa Lucio Dalla nel cuore del centro, i Portici della Morte e la Libreria Nanni.

Le tappe in ordine per risparmiare tempo

MAMbo, Finestrella di Via Piella, Ghetto Ebraico, Piazza Nettuno, Sala Borsa, Piazza Maggiore, Portici della Morte e Libreria Nanni, Via Pescherie Vecchie con Zero Cinquantino, Sette Chiese, Casa Lucio Dalla, Piazza Cavour.

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